Dott. Mark Gasson, ricercatore presso la Reading University’s Cybernetic Intelligence Research Group, è dapprima fatto impiantare sottopelle, nella mano destra, un chip RFID analogo a quelli che vengono utilizzati per l’identificazione degli animali domestici.

Dopo averlo utilizzato con funzionalità di badge, ha volontariamente installato un virus informatico all’interno del dispositivo, che è riuscito a trasmettersi anche ai dispositivi esterni con cui era entrato in comunicazione.

Il Dott. Mark Gasson sembrerebbe così eesere il primo uomo infettato da un virus informatico.

Componenti informatici e biologici si stanno sempre più fondendo in un tutt’uno, aprendo così nuovi scenari per quanto concerne la sicurezza.

A tal riguardo segnalo un paper apparso nel 2008 all’IEEE Symposium on Security and Privacy. “Pacemakers and Implantable Cardiac Defibrillators: Software Radio Attacks and Zero-Power Defenses”, con il qualesi dimostra la possibilità di alterare il funzionamento di alcuni Pacemaker mediante onde radio.

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