Ipad, Iphone e geolocalizzazione

Mentre tutto il mondo teme che i dispositivi mobili di Apple inviino le proprie coordinate geografiche a Cupertino, gli analisti sembrerebbe dimenticare un aspetto.
E’ certamente vero che Iphone crea un file denominato “consolidated.db” che archivia tutti i nostri movimenti e che detto file resta disponibile nel nostro device, così come rimangono disponibili all’interno dello stesso tutti i dati della rubrica, delle email, delle applicazioni installate…
Ma la presenza di determinate informazioni sulla memoria dell’Iphone è così pericolosa?
I problemi legati alla sicurezza, concretamente, sembrerebbe manifestarsi solo se un soggetto non autorizzato riesca a procurarsi materialmente accesso al dispositivo.
Da ciò dovrebbe emergere la realtà: il problema legato alla sicurezza di Iphone – a mio avviso – riside nel fatto che non è possibile crittografare il contentuo dei dati stessi, rendendoli non intelleggibili a soggetti non autorizzati ad accedervi.
La creazione di file comprendenti dati di geolocalizzazione appare essere dunque il minore dei mali…

Filtraggio dei contenuti e diritto d'autore

Molto interessanti le conclusioni che l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia UE ha formulato nella causa Scarlet (ex Tiscali Belgium) VS la Sabem, cugina belga della SIAE:
Quest’ultimo, infattio propone alla Corte di giustizia di dichiarare che “il diritto dell’Unione vieta ad un giudice nazionale di emanare, sulla base di una disposizione di legge belga, un provvedimento che ordini ad un fornitore di accesso ad Internet di predisporre, nei confronti della sua intera clientela, in abstracto e a titolo preventivo, esclusivamente a spese di tale fornitore e senza limitazioni nel tempo, un sistema di filtraggio di tutte le comunicazioni elettroniche che transitano per i suoi servizi (in particolare mediante l’impiego di software peer-to-peer) per individuare, nella sua rete, la circolazione dei file elettronici contenenti un’opera musicale, cinematografica o audiovisiva sulla quale un terzo affermi di vantare diritti, e in seguito di bloccare il loro trasferimento, a livello della richiesta o in occasione dell’invio.
Per ogni approfondimento rinvio direttamente alla lettura del comunicato stampa, che potete trovare qui:
http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2011-04/cp110037it.pdf

Tesla motors VS Top Gear

La casa automobilistica Tesla ha denunciato la BBC per un servizio della trasmission “Top Gear” effettuato ben tre anni fa.
Perchè aspettare tre anni? Per via del web 2.0. Quanto Tesla era un piccola azienda ben poteva tollerare commenti ed opinioni non del tutto positive presenti qua e la nel web. Ora, a tre anni di distanza, i video sono dispobili su Youtube ed accessibili a chiunque.
La Rete non dimentica mai…

http://www.motorbox.com/auto/tesla-vs-top-gear

Contenuti lesivi della reputazione diffusi tramite Suggest Search

Decisione in via d’urgenza del Tribunale di Milano (Trib. Milano, ord., 24 marzo 2011, Pres. Bichi, Rel. Padova), relativa ad una ipotesi di lesione della reputazione tramite il servizio di “Suggest Search”.
Il ricorrente, non appena digitava il proprio cognome all’interno della casella di ricerca del motore, vedeva comparire, come risultati suggeriti, il suo nominativo presentato unitamente a termini quali “truffa” o “truffatore”.
Interessanti le motivazioni sulla esclusione dell’applicabilità del d.lgs 70/2003 al servizio.

Qui il link alla sentenza, offerto da personaedanno.it.
http://www.personaedanno.it/CMS/Data/articoli/files/020710_resource1_orig.pdf