Diritto della sicurezza informatica

Perché i giuristi parlano spesso di sicurezza informatica? Che rapporto esiste tra diritto e sicurezza informatica?

Questa è stata la prima domanda che mi sono posto quando, sui bachi dell’università, ho iniziato lo studio dell’informatica giuridica con il prof. Ziccardi.

La risposta non è certamente semplice, ma è possibile affermare come il diritto abbia dovuto spesso mutuare per certi versi la disciplina informatica della sicurezza, integrandola nei testi di legge.

Quando i miei studenti mi chiedono una definizione “giuridica”di sicurezza informatica, come una vera e propria definizione normativa di “sicurezza informatica”, ma possiamo comunque delinearla come la scienza che studia come proteggere le informazioni elaborate o trasferite elettronicamente da atti indesiderabili che possono avvenire accidentalmente, o essere frutto di azioni colpose o dolose.

Conseguentemente, negli anni passati, ho provato ad abbozzare una definizione di diritto della sicurezza informatica, il quale, a mio avvio, ha ad oggetto lo studio delle norme tramite le quali è possibile assicurare l’integrità, la riservatezza e la disponibilità del dato trattato.

La sicurezza, nella società dell’informazione, è purtroppo spesso vista come un costo, piuttosto che come un vantaggio.
Tale concezione, tuttavia, appare del tutto errata.

[wp quote] “La sicurezza informativa rappresenta un vantaggio competitivo.”

Alla sicurezza informatica infatti, sono state attribuite diverse funzioni:
– funzione efficientista (è stato che l’adozione di accorgimenti in materia di sicurezza abbia portato ad una maggiore efficienza dell’intera struttura, sia essa pubblica o privata);
– funzione concorrenziale (fattore di competitività per l’azienda);
– funzione garantista (preservando i dati personali da usi impropri si tutela anche la dignità della persona);
– funzione forense (può prevenire la formazione di fattispecie criminose o, quantomeno, agevolare l’operato delle forze dell’ordine).